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I CUG, Comitati unici di Garanzia sono stati istituiti con la legge 4 novembre 2010, n. 183 (c.d. “Collegato Lavoro”) che all’art. 21 (che modifica l’art. 57 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165) ha disposto, per le Pubbliche Amministrazioni, l’obbligo di costituire, senza nuovi e maggiori oneri per la finanza pubblica, il “Comitato unico di garanzia per le pari opportunità, la valorizzazione del benessere di chi lavora e contro le discriminazioni” (C.U.G.) che sostituisce, unificando le competenze in un solo organismo, i Comitati per le pari opportunità ed  i Comitati paritetici sul fenomeno del mobbing, costituiti in applicazione della contrattazione collettiva.
La Direttiva n. 2 del 2019 “Misure per promuovere le pari opportunità e rafforzare il ruolo dei Comitati Unici di Garanzia nelle amministrazioni pubbliche" ha aggiornato alcuni degli indirizzi forniti con la direttiva del 4 marzo 2011 sulle modalità di funzionamento dei “Comitati Unici di Garanzia per le pari opportunità, la valorizzazione del benessere di chi lavora e contro le discriminazioni”.

Il CUG ha compiti propositivi, consultivi e di verifica nell’ambito delle “garanzie” (di pari opportunità, valorizzazione del benessere lavorativo e contro le discriminazioni).
Si occupa quindi di proporre e monitorare azioni positive in questi ambiti, supportando l’Amministrazione nella loro realizzazione. Ogni dipendente può rivolgersi al CUG sia per avere chiarimenti che per fare segnalazioni di cui il CUG tiene conto nel proporre e verificare azioni correttive o migliorative di impatto generale.

Il Presidente/la Presidente del CUG è designato/a dall’amministrazione (art 21, comma 2 della legge 183/2010) e deve essere scelto tra gli appartenenti ai ruoli della stessa amministrazione, pertanto deve essere un dipendente dell’amministrazione.

Il CUG redige e trasmette entro il 30 marzo di ogni anno, una relazione dettagliata riguardante l’attuazione dei principi di parità, pari opportunità, benessere organizzativo, e di contrasto alle discriminazioni e alle violenze morali e psicologiche nei luoghi di lavoro – mobbing, tiene conto anche dei dati e delle informazioni forniti sui predetti temi: - dall’amministrazione e dal datore di lavoro- dalla relazione redatta dall’amministrazione

Si ritiene che non si configuri una situazione di conflitto di interessi nel caso di nomina nell’ambito del CUG del componente designato dall’amministrazione che sia al tempo stesso componente della struttura tecnica permanente di cui all’art.14, c. 9, del d.lgs. n. 150 del 2009.

Il dirigente del personale può trovarsi a dover valutare situazioni ed assumere decisioni in relazione a proposte ed iniziative avanzate e prese dal CUG. Per questo, pur non essendo prevista dalle norme un’incompatibilità tra i due ruoli, le probabili situazioni di conflitto di interesse che possono verificarsi inducono a ritenere preferibile che il dirigente del personale non rivesta pure il ruolo di presidente del CUG.

La norma prevede che sia assicurata all’interno dei CUG la presenza paritaria di entrambi i generi. L’amministrazione potrebbe quindi designare una coppia di componenti, titolare e supplente, che al suo interno assicuri la presenza paritaria di entrambi i generi. In tal modo la disposizione normativa verrebbe rispettata. Tuttavia, qualora nessun soggetto di genere femminile/maschile abbia risposto all’avviso, ovvero vi abbiano risposto soggetti di genere femminile/maschile in numero inferiore rispetto a quello necessario a garantire la piena pariteticità, sarà compito dell'amministrazione responsabile individuare, tra i dipendenti, coloro che abbiano le competenze per rivestire tale ruolo.